Esplorazioni musicali
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Musicoterapia ad indirizzo fenomenologico

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musicoterapia
di: Massimo Borghesi, Marzia Mancini, Maria Luisa Bellopede, Marta Olivieri. Presentazione di Pier Luigi Postacchini e Andrea Ricciotti
La teoria dell’armonizzazione dell’handicap, alla quale si ispirano gli autori, mira al perseguimento di una minor tensione tra i vari aspetti dell’individuo per il perseguimento di un maggior benessere.
Questo modello è stato mirabilmente esposto diversi anni fa dal caposcuola Pier Luigi Postacchini, avendo come sintesi massima il testo “Lineamenti di Musicoterapia”. Tuttavia la pratica maturata in questo decennio ha dimostrato come questo modello abbia condotto a qualche inevitabile revisione metodologico/culturale. Inoltre, le prime esposizioni hanno generato alcuni fraintendimenti: spesso lo si è recepito come fortemente centrato sulla armonizzazione degli analizzatori sensoriali, mentre ora abbiamo evidenziato che tra le parti da rendere armoniche nel perseguimento del benessere, va compreso il numero più ampio possibile di sfaccettature dell’esistenza, sia essa con o senza handicap. Vogliamo dunque considerare l’utilità anche dell’armonizzazione del mondo delle idee con quello degli eventi fisico-somatici, con quello relazionale, con quello delle strategie istituzionali.
Questo testo quindi, pur costituendosi come una evoluzione dell’impianto di Lineamenti di Musicoterapia, ne costituisce al contempo una versione chiarificata dall’esperienza pluridecennale che gli autori ne propongono.
Massimo Borghesi, Pier Luigi Postacchini e Andrea Ricciotti sono considerati tra i massimi esponenti della più recente ricerca musicoterapeutica

Dall'ascolto alla Musicoterapia

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musicoterapia2
di Giangiuseppe Bonardi

Dall'ascolto alla Musicoterapia non sarebbe mai nato se io, ben sedici anni fa “giovane musicoterapista in erba”,non avessi iniziato ad incontrare nel lavoro quotidiano quelle innumerevoli persone, raramente chiamate per nome, ma sovente utenti o pazienti.
Paradossalmente gli “innominati ” sono stati i miei “insegnanti ” sul campo: sì, proprio loro mi hanno “pazientemente insegnato” la difficile arte dell'ascolto-accoglienza per poter trovare quella musica che, “quando funziona”, aiuta e diventa 'musicoterapia'. Una musicoterapia ispirata dalla prospettiva antropologica, in cui la dimensione musicale indaga in particolare l’uomo che ascolta e fa musica in modo 'naturale', ossia il cosiddetto “diverso” che, con la propria musica, rende udibile nello spazio il proprio tempo, ossia il suo mondo di emozioni.
Il libro è al contempo un percorso strutturato, una “guida” per il neofita che si accinge a “fare” musicoterapia, e “strumento” di riflessione, rivolto a quanti (musicoterapisti, familiari, insegnanti, educatori, psicologi, operatori sociali, operatori sanitari, ecc.) vivono situazioni problematiche che sollecitano interrogativi in merito: all'ascolto, alle emozioni, ai sentimenti, al tempo, allo spazio, al simbolo, all'analogia, al sé, alla relazione, all'espressione musicale (“artistica, naturale” ) provati “sulla propria pelle”.

Giangiuseppe Bonardi

Piacere Musica

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di Maurizio Spaccazocchi - Enrico Strobino
Unire principi teorici con proposte pratiche
Piacere Musica è un testo davvero unico, che sa unire in modo sorprendente principi teorici con proposte pratiche.
È ricco di proposte di lavoro che toccano i diversi generi musicali: un vastissimo e sorprendente percorso che invita a suonare, cantare, recitare, drammatizzare, improvvisare, comporre e ascoltare. Tutte esperienze pratiche che vogliono essere la dimostrazione reale di quell’umano “sapere essere” in musica finalizzato alla esaltazione del piacere, della bellezza, delle azioni felici con i suoni.
Ed è anche per questo interessante rapporto fra “sapere” e “saper fare” che Piacere Musica si rende utilissimo tanto agli educatori musicali della scuola primaria e secondaria quanto agli operatori e animatori  che, nei diversi contesti socio-musicali (scuole di musica comunali o private, di musicoterapia, di Didattica della Musica nei Conservatori), cercano attraverso i suoni e le musiche occasioni di incontro, di crescita, attività e considerazioni mirate alla ricerca del piacere e della bellezza che i suoni possono donare alla vita.
Il CD allegato fa riferimento ad alcune proposte del testo e, per la prima volta, raccoglie esperienze musicali tutte registrate dal vivo in vari contesti educativi e socio-musicali italiani (Trento, Lecco, Biella, Assisi, ecc.) eseguite quindi da giovani della scuola primaria e secondaria, da studenti di musica, da amanti della manipolazione di oggetti, strumenti o delle varie forme e modi di cantare.

Suoni vissuti Suoni narrati

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suonivissuti
di Maurizio Spaccazocchi

Dal grembo materno fino al nostro ultimo respiro, attraverso tutte le fasi della vita, ogni nostra azione, movimento o pensiero sono caratterizzati dalla presenza di suoni che contribuiscono in modo determinante a fissare nella nostra interiorità il ricordo di un particolare frammento di vita.
Suoni vissuti Suoni narrati racconta i “suoni della vita” e da essi trae spunto per gettare le basi per una più sana ed armonica educazione musicale, sia essa riferita al mondo didattico e pedagogico, che all’individuo in generale e alla sua innata musicalità.
L’autore ha preferito affidarsi alla forma narrativa per permettere a ciascuno di noi di scoprirsi come entità sonora, di ritrovarsi coinvolto nei fatti di vita raccontati, di partecipare emotivamente al racconto. Suoni vissuti Suoni narrati è quindi un libro di racconti, di storie di vita che si intrecciano inevitabilmente con questi suoni, soprattutto perché l’uomo stesso è una ricca fonte di suono.
Da ogni storia si potrà facilmente comprendere la qualità di questa essenza sonoro-musicale umana e si potranno scoprire le doti primarie che rendono la vita così ricca di vitalità sonora, tanto da poter giungere ad affermare che tutti siamo portatori di una interessante biografia sonora, di una attraente avventura musicale e che quindi la musica è in ognuno di noi.

Storie di suoni cattivi e buoni

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storiedisuonicattivibuoni
a cura di Maurizio Spaccazocchi
Storie di suoni cattivi e buoni è una raccolta di filastrocche, fiabe e storielle i cui personaggi principali sono i suoni e i rumori: versi di animali, rumori naturali, strumenti musicali e tutto ciò che nella fantasia di ognuno può produrre suono. Suoni “buoni” quando scaturiscono da situazioni positive, vantaggiose, costruttive, suoni “cattivi” quando rappresentano il dolore, la cattiveria, la distruzione. I personaggi surreali, anticonformisti, inusuali, che in alcune storie fanno sorridere e in altre fanno riflettere e le situazioni misteriose, comiche o serie, beffarde, fanno di questo libro un mix di eleganza, freschezza, sincerità.

Un’opera di grande importanza didattica, non solo dal punto di vista musicale ma anche da quello letterario, espressivo, comunicativo, perché offre al docente diversi spunti di lavoro, con studenti di diverse fasce d’età.

Oltre al loro principale scopo, che è quello della lettura, queste storie si prestano infatti per una miriade di altri utilizzi: possono essere recitate, mimate, trasformate in cori parlati o in coreografie, in fantasie musicali o addirittura, alcune di esse, possono diventare testi di canzoni. Storie che invitano a tornare bambini, a liberarsi dagli schemi, dai pregiudizi, dal conformismo per guardare lontano e ritrovare le strade della tolleranza, dell’amicizia e riscoprire quei riferimenti morali e civili che il mondo di oggi sembra aver dimenticato.

Il libro curato dal Prof. Spaccazocchi, è interamente realizzato da un gruppo di studenti dell’Università di Urbino “Carlo Bo” che hanno frequentato le lezioni di Metodologia dell’Educazione Musicale e di Teoria Musicale del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Esplorare il pensiero di Jaques-Dalcroze

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delcroze
di Susanne Martinet
Emile Jaques-Dalcroze (Vienna 1865 - Ginevra 1950) è uno dei padri della didattica musicale del Novecento. I suoi principi e la sua metodologia, basati principalmente sulla percezione della musica attraverso il movimento, appaiono ancora oggi rivoluzionari se confrontati con i tanti modi sterili e improduttivi di insegnare musica oggi. Per Jaques-Dalcroze c'è sempre un'interazione tra il corpo e il pensiero, tra la sensazione e l'emozione, e la ritmica non ha come unico scopo lo sviluppo della musicalità ma è un'educazione globale che coinvolge tutte le sfere del sapere.

Lo scopo di questo libro è quello di far conoscere meglio il pensiero di Jaques-Dalcroze e di offrire materia di riflessione per tutti i pedagoghi della musica e del movimento attraverso degli scritti, mai tradotti in italiano, estratti da Souvenirs, notes et critiques e La musique et nous. Scritti che, ordinati e commentati con maestria da Susanne Martinet, sintetizzano e colgono l'essenza di tutto il pensiero dalcroziano. Un pensiero moderno, più attuale che mai, anche per merito di studiosi come la Martinet che di questo pensiero è una delle più accreditate eredi e portavoce nel mondo.